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| Data: 04 Agosto 2011 | Categoria: Comunicati Stampa | |||
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Goletta Verde di Legambiente Bandiera Nera all'Api di Falconara Marittima e Bandiera Nera in "stand-by" alla Regione Marche Legambiente: "PEAR, patrimonio collettivo per il futuro delle Marche" Doppia Bandiera Nera quest'anno in occasione del passaggio della Goletta di Verde di Legambiente, una riconosciuta immediatamente all'API di Falconara Marittima e l'altra, con una formula nuova, in "stand-by" per la Regione Marche, pronta per essere spedita nel caso venisse modificato il PEAR per consentire la costruzione delle nuove centrali proposte dall'Api. Tutto dipenderà dalle scelte del governo regionale dei prossimi mesi. Per l'ottavo anno consecutivo, il poco ambito riconoscimento di Legambiente, è stato assegnato all'API di Falconara Marittima per la realizzazione di un rigassificatore e la sciagurata proposta di realizzazione di altri due impianti di generazione di energia elettrica (di 530 e di 70 megawatt), accanto a quello già esistente di 290 megawatt di potenza. La possibile realizzazione delle nuove centrali, oltre ad aumentare la pressione ambientale su tutto il territorio, già provato dalla presenza della raffineria e della centrale esistente, andrebbe a vanificare gli obiettivi e i principi ispiratori del Piano Energetico Ambientale Regionale, indebolendo e rallentando la spinta positiva che ha caratterizzato lo sviluppo ambientale, economico e sociale degli ultimi anni. Ed è proprio la paura di perdere i valori che sono l'anima del PEAR, uno dei patrimonio più grandi che la Regione Marche ha costruito nel tempo insieme ai cittadini, imprese e altre amministrazioni, che spinge Legambiente ad avvertire e ammonire Palazzo Raffaello con una Bandiera Nera in stand-by. "Regredire rispetto agli assi fondanti del PEAR - risparmio energetico, generazione distribuita e fonti rinnovabili - afferma Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche -, in una regione come le Marche, sarebbe non solo incomprensibile ma soprattutto un errore politico e strategico imperdonabile, ancor più in una comunità come quella locale, già matura e pronta per raccogliere ed accelerare la sfida di costruire un nuovo modello energetico che lascia alle spalle il vecchio". Inoltre, ci ha spiazzato il cambio di posizione della Regione Marche che, sotto il comprensibile, reale ma inaccettabile ricatto occupazionale, ha dato l'assenso all'impianto di rigassificazione, invertendo completamente la sua posizione, non aprendo una discussione vera per una scelta così importante e chiudendo il tutto in pochissime settimane, per lo più portando a casa impegni da parte dell'API, secondo noi generici, incerti, poco vincolanti e rischiosi come nel caso della società prevista tra Regione e API. Come dire un'altra occasione persa per ragionare e pianificare seriamente e senza ideologia sulla riconversione, riqualificazione e bonifica del sito e dell'azienda, aprendo un tavolo vero con azienda, istituzioni, forze sociali e cittadini. È chiaro, questo percorso sarebbe stato più complicato e difficile ma questo ci saremmo aspettati della politica regionale, più matura, coraggiosa e lungimirante.
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