Home Diario di Bordo I blitz di Goletta Verde Dalla centrale di Rossano: No al Carbone!

Dalla centrale di Rossano: No al Carbone!

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Data: 18 Luglio 2010 | Categoria: I blitz di Goletta Verde

No al carbone. È  il messaggio forte e chiaro che questa mattina ha lanciato Goletta Verde di Legambiente da Rossano, o meglio dalla centrale termoelettrica di Rossano che l'Enel vorrebbe convertire a carbone entro il 2010.Spacciato per fonte energetica pulita ed economica, il carbone è e resta  il combustibile fossile che produce la maggiore quantità di emissioni di CO2 ed è quindi il combustibile più dannoso per il clima. E visto che il settore termoelettrico è quello che incide maggiormente sulla produzione di emissioni climalteranti, circa il 29% del totale per l'Italia, è fondamentale intervenire in questo settore per salvare il clima e arrivare preparati alla scadenza europea del 2020.

Costituita inizialmente da quattro sezioni produttive di 320 MW ciascuna, e ampliata nel 1991 con altrettante sezioni di turbogas da 114 MW ciascuna, la centrale termoelettrica Enel di Rossano Calabro ha raggiunto una potenza complessiva di 1.736 MW. Che ora l'Enel vorrebbe convertire a carbone, proprio come fatto a Civitavecchia (Rm) e Porto Tolle (Ro), sprezzante dell'opposizione di cittadini, associazioni e comitati, nonché del parere contrario espresso sia dal Comune, sia dalla Provincia che dalla Regione. E a vincere l'opposizione di cittadini e istituzioni non basta certo la rimodulazione del progetto proposta a fine 2009 dell'Enel, secondo il quale la nuova centrale di Rossano dovrebbe andare per il 94% a carbone e per il restante 6% a energie alternative e biomasse.

Alimentando le nostre centrali a carbone non abbiamo alcuna speranza di rispettare l'obiettivo vincolante che ci ha imposto la direttiva europea Energia e Clima, secondo la quale al 2020 l'Italia deve tagliare le emissioni di gas serra del 5,2% rispetto ai livelli del 1990.

Nello scenario futuro, se dovessero effettivamente entrare in funzione tutti i progetti avviati e autorizzati, da Civitacecchia a Porto Tolle passando per Fiumesanto (Ss), Vado Ligure (Sv) e Saline Joniche (RC), si produrrebbero decine di milioni di gas serra in più l'anno, fatto che porterebbe l'Italia fuori dall'Europa e dagli impegni internazionali sul clima.

Il carbone, infine, non servirà neanche per far fare al Belpaese qualche progresso sul fronte dell'indipendenza energetica: rappresenta solo il 13% della nostra produzione energetica nazionale e, come il petrolio, è un combustibile che importiamo per la maggior parte del nostro fabbisogno.  Per garantire a Rossano un futuro di sviluppo sostenibile, senza compromettere il tasso di occupazione, non serve il carbone, ma piuttosto la riconversione dell'attuale centrale a impianto a gas a ciclo combinato.